(M.I.) - Gli Acquaraggia sono una band
meridionale, ma per una volta non sono napoletani, bensì calabresi,
anche se l'album è stato registrato a Bologna. Con alle spalle un
robusto allenamento a base di concerti e di rock-festivals, gli
Acquaraggia, per loro stessa affermazione, si riallacciano
direttamente ai climi umani del rock mediterraneo; dunque
chitarre acustiche ed elettriche, testiere, sassofoni, percussioni,
eccetera, ma nessuna intromissone elettronica. Il sound della band,
infatti, volutamente anti-tecnologico per eccellenza, fonde con
momenti di dolcezza ed altri più rabbiosi, i climi acustici con quelli
elettrici. In una sintesi ruvida, nuda, caratterizzata
da una forte carica emotiva, viscerale; dall'incontro con i climi del
blues e da una voce, quella di Giuseppe Oliverio, dal feeling quanto
mai mediterraneo, talvolta un po' bennatiano. Lo stesso Oliverio ha
composto la quasi totalità del materiale e coprodotto l'album, alla
guida di un nucleo aperto che comprende una decina di musicisti.
I
dieci brani, oltre che per la musica, si fanno notare anche per il
montaggio dei testi, sempre di scarna efficacia, talvolta ironici e
corrosivi, talvolta semplicemente lirici. Il rock elettro-acustico si
alterna con momenti più vicini al blues e con alcune ballate di
carattere più tradizionale.
In un periodo in cui sembra prevalere
in Italia la tendenza, da parte delle nuove bands, di riferirsi
soprattutto agli stili techno-pop importati dall'Inghilterra, questa
riscoperta di una più autonoma visceralità mediterranea, oggi
controcorrente, non può che suscitare simpatia.
Nello stesso numero
appariva...

c0nditi0n
Zer0
Acquaraggia celebra
il suo ottavo anno di vita con il secondo Long Playing, "Gli
ex-fuorilegge si sposano", per l'etichetta c0nditi0n
zer0.
Fin dal primo solco
appare evidente l'intenzione di svoltare definitivamente sul sentiero
di un rock pulito, assolutamente scevro da contaminazioni tecnologiche
ed esterofile.Il messaggio è filtrato attraverso musiche,
ritmi, e sonorità anni '6o, trasparente dai testi , allineata
con una prorompente voglia di allontanarsi da certi schemi preordinati
e noiosi. La frase "via da questo mondo senza fantasia"
la dice lunga in proposito. Magica, a suo modo, l'atmosfera sprigionata
da brani dal titolo emblematico quali "MONDO FATATO"
e "NEL DESERTO DI BRIAN", che ricordano, per certi versi,
le immagini create dalla Orme un po' di anni fa, quelle di "Uomo
di pezza" per intenderci. Un'altra buona carta giocata dalla
c0nditi0n zer0
che da qualche anno si cura della produzione di gruppi emergenti,
affinchè essi emergano veramente, senza restare intrappolati
nelle beghe delle 'grandi' distribuzioni. Un'altra carta giocata
contro la politica dei "buoni prodotti", dove i buoni
prodotti sono fatti solo dai soldi e dalle multinazionali che
stanno alle loro spalle. Alla prossima. Ciao bbbelli !
Gianfranco
Barbetta